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il documentario di cui Mara Consoli è anche regista e produttrice, è frutto di un lavoro durato ben sei anni: anni durante i quali ha documentato impotente il decorrere della malattia del padre
Vittorio, Capitan Pistone e il docu - film sull'Alzheimer

Costiera Amalfitana. “Vittorio, Capitan Pistone…e tutti gli altri”, è il titolo del cortometraggio che sabato 17 Marzo alle ore 17:00, verrà presentato presso gli Antichi Arsenali della Repubblica.

L’evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Amalfi, vedrà la partecipazione del Sindaco, dott. Alfonso Del Pizzo, nonché della regista RAI Mara Consoli, autrice del cortometraggio dedicato espressamente “al milione di malati d'Alzheimer presenti in Italia e ai rispettivi familiari, affinché non vengano dimenticati”.

Già nota al grande pubblico per i suoi documentari, tra cui quello dedicato alla chiusura dell’ultima miniera di Francia, a Creutzwald, e il docu-film rivolto all’ascesa del clan Bardellino, (quest’ultimo curato insieme al noto regista Sergio Spina), Mara Consoli ha deciso questa volta di filmare l’esperienza del padre, insieme a quella di altri anziani, colpiti dall’Alzheimer.

Il documentario di cui Mara Consoli è anche regista e produttrice, è frutto di un lavoro durato ben sei anni: anni durante i quali ha documentato impotente il decorrere della malattia del padre, anni durante i quali ha cercato di strappare al silenzio le vicende di altri malati, nonché le esperienze di familiari che improvvisandosi caregiver, si sono visti costretti in alcuni casi, a lasciare il lavoro per poter accudire i propri cari.


APPROFONDIMENTO SUL DOCUMENTARIO - Quando Mara Consoli, comincia a girare il documentario, il padre è già al corrente della sua malattia, e nonostante questo si lascia filmare, affermando a più riprese di sentirsi solo un po' abbacchiato a causa della confusione che sentiva di avere. Le immagini commoventi, mostrano persone come Vittorio,il padre dell'autrice appunto,Rinaldo, Franco, Enzo, Amedeo, Eva che in maniera lenta ed inesorabile sembrano ritornare bambini, accuditi da famiglie che si ritrovano a dover sconvolgere completamente la propria esistenza e le proprie abitudini.

La presentazione seppur leggera di queste testimonianze, mira concretamente a denunciare il reale stato di abbandono in cui versano malati e familiari, completamente ignorati da un Paese che sembra voler assecondare il gioco della malattia, dimenticando chi in qualche modo ne viene colpito.
Nel ripercorrere le fasi della malattia, la Consoli realizza una sorta di diario di bordo dal quale emerge una totale mancanza d’informazione, di strutture di supporto nei confronti di chi non ha alcuna idea su come affrontare una malattia di cui si conosce poco, e che quindi è costretto autonomamente ad escogitare delle vere e proprie strategie per cercare almeno di arginare gli effetti della malattia. Lo stesso “Capitano” di cui si parla nel titolo del documentario, nasce da uno stratagemma che Mara Consoli aveva architettato per tranquillizzare il padre: Capitan Pistone, era un capitano dei carabinieri, da cui l’anziano riceveva puntualmente una telefonata ogni qual volta temeva di essere in pericolo.

Il documentario ad oggi, sembra aver riscosso un certo successo soprattutto fra gli addetti ai lavori, e questo evidenzia ancora una volta la scarsa attenzione verso una tematica che ovviamente si ritiene abbia poco riscontro presso quella tipologia di pubblico che non ha mai avuto un qualche contatto con la malattia. L’autrice quindi, attraverso il suo lavoro, oltre a voler essere di conforto e di aiuto per tutti coloro che conoscono l’Alzheimer, si prefigge anche il ben più arduo compito di sensibilizzare coloro che ignorano completamente la malattia, nonché le problematiche che ad essa si accompagnano.

 

 

(redazione de il foglio Costa d'Amalfi)

 

 

articolo del: 14/03/2012 - di red.ama.




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