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era il 13 agosto del 2008 quando la Merini con la sua presenza fece lievitare lo spessore culturale della kermesse. Fu un incontro intenso ed emozionante quello con la poetessa che mise a nudo parte del suo vissuto e dei suoi drammi
Scala piange Alda Merini: illuminò una sera d'agosto/Foto

alda merini con padre enzo fortunatoCostiera Amalfitana. "Lasciare il proprio letto è come lasciare la vita. Il vecchio vuole morire dove è nato, nel suo paesaggio immenso che è il vero ispiratore di ciò che dice". Porta la firma di Alda Merini questa perla inedita regalata dalla poetessa alla discrezione di una casa colonica di Scala dove fu ospite per qualche ora prima di affrontare il pubblico della Costa d'Amalfi nella serata letteraria della settima edizione di Scala Incontra New York.

alda merini con ivana bottoneEra il 13 agosto del 2008 quando la Merini con la sua presenza fece lievitare lo spessore culturale della kermesse. Fu un incontro intenso ed emozionante quello con la poetessa che mise a nudo parte del suo vissuto e dei suoi drammi, ma in particolare la sua riconciliazione con Dio. A Scala presentò il Poema della croce, regalando una serata di grande suggestione. “E’ indimenticabile quello che la Merini ci regalò quella sera – dice il presidente di Scala nel Mondo, Ivana alda merini col sindaco luigi mansiBottone – poco prima volle incidere una poesia stupenda sulla parte della stanza da letto in cui si riposò. Ci colpì particolarmente e non solo per averla avuta tra noi a Scala”. E ha lasciato senza fiato la notizia della scomparsa appresa oggi pomeriggio. Una notizia che non avremmo mai voluto ascoltare. Alda nel Duomo di Scala quella sera ci rapì ed ha saputo rapirci in ogni sua apparizione in pubblico ma anche in tv: dal Maurizio Costanzo al Chiambretti Night dove fu ospite qualche settimana fa e dove lamentò l'impossibilità di accendere la sua sigaretta.

alda merini durante la serata“Con la Merini c’è stato un intenso rapporto d’amicizia – racconta padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa della Basilica di Assisi – Quella sera a Scala regalò emozioni straordinarie. Ora lascia un vuoto in quanti l’hanno conosciuta. Un vuoto che solo la sua opera è in grado di colmare”. E domani a Scala compariranno sui muri del paese centinaia di manifesti su cui campeggerà la poesia inedita scritta nell’antica cittadina della Costa d'Amalfi “in ricordo ed in memoria di una grande ail duomo di scalanima che per una sera ha illuminato con la sua arte il comune più antico della Costiera”.

 

A seguire il pezzo della serata scritto da Mario Amodio sul Mattino del 15 agosto

Non ha voluto parlare di Salvatore Quasimodo, pur trovandosi nella terra in cui il Premio Nobel trovò la morte. E neppure della sua esperienza in manicomio, pur essendo stata sollecitata a farlo da chi non ha poi esitato a bollare come “disturbatore”. Il primo brivido d'emozione a “Scala incontra New York” lo ha regalato Alda Merini, ospite d'eccezione nel più antico comune della Costiera per la presentazione del “Poema della croce” una moderna opera sacra composta da Giovanni Nuti sui versi dell’omonima opera religiosa della poetessa e nato proprio dalla volontà dell'autrice di rinunciare alle cure di recupero per sentire più a fondo il dolore di Gesù.

serata meriniCon quei suoi versi di ispirazione religiosa, cantati da Nuti nella chiesa di San Lorenzo e accompagnati da un coro e da un’orchestra di 8 elementi, Alda Merini parla della morte gridando. Metriche che trasudano di vita e d’amore perché per lei “scrivere corrisponde ad una sorta di eterno calvario, al fine di estrarne l’essenza del vivere”. Definita da Mons. Gianfranco Ravasi "opera di finissima ed intensa esegesi musicale", il “Poema della croce”, ha offerto momenti di commozione proprio per quella drammaticità realistica dei versi recitati dalla poetessa che nella sua vita, così come ha dichiarato, non ha mai incontrato l’infelicità ma conosciuto solo la disperazione. Alda Merini, nella terra di Quasimodo è apparsa solo emozionata. Ma di lui ha preferito non parlare. Si è soffermata sui due suoi mariti raccontandosi a lungo, anche in privato con gli organizzatori dell’evento, senza mai fare il rewind della sua disperazione. MARIO AMODIO

 

 

 

 

(redazione de il foglio Costa d'Amalfi)

 

 

articolo del: 01/11/2009 - di redazione visto 2757 volte


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