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La Badia di S. Maria Olearia

Dall’ “Istoria della città e della costiera d’Amalfi” dello storico Camera possiamo apprendere che la Badia fu fondata nel X secolo (ca. 950 – 1000 d.C.) da “un umile romito” che si era andato a riparare in un antro “tetro e profondo” per condurre una vita di preghiera e di penitenza (si potrebbe citare la famosa sententia “ora et labora”). L’eremita di nome PIETRO non era di origini amalfitane bensì di provenienza calabrese, ed era accompagnato dal nipote fanciullo Giovanni. Entrambi condussero una vita solitaria vendendo manufatti intrecciati. Con la loro venuta venne edificata anche un’edicola in onore di “Santa Maria de Dolearea” facendo riferimento anche al toponimo caratterizzante l’area; infatti tutta la fascia montana e pedemontana tutt’oggi è caratterizzata dalla coltivazione della pianta dell’ulivo.
La struttura è formata da tre livelli sovrapposti costituiti da tre cappelle: al primo livello, quello più basso, internamente nella roccia, c’è l’ambiente probabilmente più antico di tutta la struttura e che prende il nome di “Cripta o Catacomba”. L’ambiente probabilmente fu voluto dal fondatore Pietro, e deve il suo nome all’uso che ne fu fatto con i monaci che la adibirono a celle e a camera funeraria. Nella parete orientale dell’anticamera della Cripta si possono osservare gli affreschi meglio conservati di tutto il complesso: “la Vergine coi Santi”. Alla destra della figura della vergine un santo barbuto che indossa una tunica bianca con clavi rosse e un mantello giallo, e a sinistra un Santo in armi. All’interno della cripta si possono vedere tre figure con aureola, di cui non si conservano le tracce dello scalpo. Sono state interpretate in seguito come Cristo con ai lati San Giovanni Battista ed Evangelista. Nell’abside centrale si nota un’immagine di Cristo in tunica bianca e mantello color oro attorniato da due angeli in abiti bizantini.
La volta a croce presenta una cornice centrale, in cui forse, vi era un’immagine di Cristo. All’interno della cappella ci sono le raffigurazioni dell’”Annunciazione”, “la Visitazione”, ”l’Adorazione dei re Magi”, “il Primo bagno di Gesù con due levatrici” e altre scene della vita di Gesù, fino alla crocifissione. La scena dell’annunciazione è stata deturpata dall’apertura di una finestra ma le figure principali sono perfettamente leggibili. Al di sotto delle scene narrative si vedono figure di Santi. Sulla volta si staglia un tondo che forse conteneva l’immagine di un Cristo pantocratico; dalla volta a crociera verso il tondo ci sono quattro angeli, le cui figure presentano lacune. Due arcangeli, inoltre, si intervallano negli spazi della volta agli evangelisti. Nei punti di raccordo della volta con la muratura ci sono le figure di Profeti del vecchio testamento.
al medaglione due figure di Angeli osannanti. Nell’abside della cappella è raffigurata l’immagine della “Vergine Maria con il Bambino”, e alla sua destra San Paolino e alla sinistra San Nicola (identificati dall’iscrizione sottostante; entrambi recano in mano un libro e indossano abiti vescovili. Sull’arco dell’abside si vede San Giovanni Evangelista e San Giovanni Battista. L’abside è orientata a nord, mentre a sud si apre una finestra. Nel ciclo di affreschi c’è anche “Storia di Mare”, in cui si vede San Nicola che salva tre uomini dall’esecuzione; “San Nicola appare a Costantino” e “San Nicola appare ad Abalabio”. Nonostante le grandi lacune si ha la percezione che l’ambiente doveva essere completamente affrescato.

